martedì 7 aprile 2009

Notizie storiche e curiosità - Historical news and curiosity



Via de' Macci è una strada dritta e lunga che parte da Via S.Giuseppe per terminare in piazza S.Ambrogio.


Il suo nome è dovuto alla ricca famiglia ghibellina dei Macci, che aveva le sue case e torri in Via Calzaiuoli e attorno a Orsanmichele. Nel 1200 le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini combattevano ferocemente per assicurarsi il predominio della città.


La famiglia de' Macci, per voler rimanere ostinatamente ghibellina, subì pesanti persecuzioni da parte dei guelfi, i loro beni vennero confiscati ed essi si ritirarono a vivere in questa zona, al tempo tra le più povere del centro di Firenze.





In questo quartiere, per fare opere di misericordia, Caio Macci fondò nel 1335, in memoria del padre Francesco, l'Ospedale per gli infermi e il Convento di San Francesco de' Macci.

Nel convento alloggiavano le monache francescane, che si dedicavano all'assistenza degli infermi ricoverati nell'ospedale oltre che all'ospitalità delle "Malmaritate", donne nubili o separate con figli.

Sopra alla porta dell'ospizio è ancora scritto AUXILIUM CHRISTIANORUM.

L'ospedale e il ricovero delle Malmaritate si trovano proprio di fronte al nostro appartamento.



Nel 1704 la chiesa del convento fu ristrutturata con l'aiuto dei Medici sotto la direzione dell'architetto di corte Giovan Battista Foggini e decorata con affreschi di Pier Dandini.


In cambio del restauro della chiesa le monache vennero private della pala d'altare con la "Madonna delle Arpie" di Andrea del Sarto (1517), fatta trasferire dal Gran Principe Ferdinando nel proprio appartamento a Palazzo Pitti ed oggi collocata nella Galleria degli Uffizi.


Il monastero venne soppresso nel 1808 e la chiesa adibita a teatrino parrocchiale e poi a laboratorio di restauro ligneo.
Oggi la chiesa è sconsacrata, ed è sede di alcune associazioni.

Prima di prendere il nome attuale la strada aveva tre diverse intitolazioni:
nel tratto fra piazza Sant'Ambrogio e via Ghibellina si chiamava via dei Pentolini, a causa di un'osteria che aveva per insegna una frasca a cui erano attaccati dei pentolini, usati dall'oste per vendere la mostarda;
tra via dell'Agnolo e via Ghibellina si chiamva via Malborghetto, per la presenza delle case misere della popolazione più povera della città;
tra via Ghibellina e via S. Giuseppe infine si chiamava via del Crocifisso, per via di una croce dipinta sul muro di una casa.

Lungo la strada si trovano molte targhe. Una ricorda l'alluvione del 3 novembre 1844, mentre un'altra, all'angolo con via dell'Agnolo, ricorda il livello raggiunto dal fiume in quella del 4 novembre 1966.

L'incrocio con via Ghibellina si chiama Canto alla Mela ed è segnalato oltre che dalla normale lapide di segnaletica stradale, anche da un piccolo bassorilievo, forse cinquecentesco, dove è scritto mela e vi è una raffigurazione del frutto e di rami con foglie. Qui si radunavano i "sudditi" del "Duca della Mela", uno degli altisonanti titoli dei capi delle Potenze festeggianti, brigate cittadine che organizzavano feste, competizioni e divertimenti.


Sull'angolo di via de' Macci con Borgo La Croce, sulla piazza Sant'Ambrogio, vi è una statuetta del Santo in terracotta smaltata di fabbrica robbiana, recante l'iscrizione in ricordo del passaggio per Firenze, nel maggio 1805, di papa Pio VII (1742-1823).


Antistante alla Piazza di Sant'Ambrogio si trova Mercato di Sant'Ambrogio si trova piazza Ghiberti, sede del Mercato di Sant'Ambrogio, che fu realizzato insieme al Mercato Centrale di Piazza S.Lorenzo, su progetto di Giuseppe Mengoni nel 1873; in esso vengono esposti banchi di generi alimentari dal lunedì al sabato.


Nella piazza è visibile anche il muro di cinta dell'ex monastero di Santa Verdiana, in passato adibito a carcere femminile. Oggi una parte di esso è sede della Facoltà di Architettura dell'Università degli studi di Firenze.

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